Il recupero dei balli della Val Po è stato difficoltoso in quanto non esistono molte notizie storiche.
Il gruppo Balerin del bal vei, grazie alla testimonianza di persone anziane, è riuscito a salvare nove danze tradizionali su dieci: è quindi merito suo se ora possiamo ballarle.
Le zone di riferimento sono la Valle del Croesio
di Paesana
e una frazione di Sanfront,
la Comba Albetta;
in quest’ultima località, tutte le persone sapevano ballare le danze
locali che, in particolare, animavano la festa della patrona,
Sant’Agata. 
Poiché le due vallette si uniscono a Pian Pilone, collegato con la Val Varaita (Vallone di Gilba), è probabile che i balli della Val Po abbiano avuto origine dalle danze di quella zona; nel tempo, tuttavia, hanno avuto una loro evoluzione che ha dato luogo ad un passo unico e peculiare, difficile da eseguire anche per lo speciale gueddou che lo caratterizza.
I nove balli riguadagnati alla memoria sono: la Giga, la Bourea, ‘l Balet, la Courenta sembia, la Courenta baratuira, l’Spousin, la Tola, l’Inglesa, la Tersa; del decimo, la Countrodansa, se ne ricorda l’esistenza, ma non è stato possibile effettuarne la ricostruzione.
